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21. February 2019

L’Italia deposita tesori di interesse mondiale nell’Arctic World Archive

Enti e organizzazioni di varie regioni italiane si riuniscono con altre istituzioni provenienti da tutto il mondo per depositare dati nell’Arctic World Archive.

Film particolarmente amati, antichi manoscritti e altri documenti di rilevanza mondiale sono tra i contributi che l’Italia ha portato presso il deposito della memoria globale. Si tratta di dati appartenenti ad enti, società ed istituzioni con sede a Roma, Milano, Pisa, Città del Vaticano.

L’Archivio, situato sulle isole Svalbard, al largo della Norvegia, è un deposito finalizzato alla preservazione della memoria mondiale. Localizzato in un’area remota del globo, demilitarizzata e circondata da ghiaccio perenne e da orsi polari, questo Archivio, con i dati in esso contenuti, è stato creato per durare nei secoli futuri.

L’Archivio nasce da una collaborazione tra Piql, specializzata nella preservazione digitale, e Store Norske Spitsbergen Kulkompani (SNSK), società mineraria di proprietà dello stato Norvegese, che ha sede sulle isole Svalbard e che vanta ampia esperienza e risorse per la costruzione e il mantenimento di depositi costruiti all’interno delle montagne

Nell’ambito di tutto ciò è stata organizzata una cerimonia per sugellare l’importanza della conservazione di questi dati a beneficio delle future generazioni.

All’evento è intervenuto Rune Bjerkestrand, Managing Director di Piql, il quale ha celebrato i nuovi dati e documenti depositati e le importanti memorie che essi rappresentano.

‘Ci piace pensare all’Arctic World Archive come al modo per garantire che non perderemo mai  testimonianze di valore storico e culturale – aiutiamo il mondo a ricordare’

‘I dati che sono stati depositati oggi contribuiranno ad arricchire l’immagine della nostra era per le generazioni che verranno’, ha dichiarato.

L’ESA – European Space Agency, Centre for Earth Observation, con sede a Frascati, a pochi chilometri da Roma, ha deciso di depositare alcuni modelli di dati acquisiti dal suo primo Earth Remote Sensing (ERS), satellite lanciato nel 1991, nonchè una dettagliata descrizione degli obiettivi e dei risultati ottenuti dalla missione. Questo caso testimonia il momento che ha visto aprire al mondo un nuovo capitolo caratterizzato da un continuo e regolare monitoraggio dallo spazio della salute del nostro pianeta, un lavoro che non dovrà andare perso, una storia davvero eccezionale.

L’Università di Pisa, invece, ha scelto di depositare alcuni manoscritti tra cui quelli dell’egittologo Ippolito Rosellini, che costituiscono ancora uno strumento indispensabile per gli studiosi di Egittologia, e numerosi manoscritti del sedicesimo secolo dell’Orto Botanico di Pisa, contenenti tavole in acquerello con disegni di fiori, piante, animali e prospettive di giardini.

La Biblioteca Vaticana ha aggiunto ulteriori antichi manoscritti a quanto già depositato precedentemente, diventando l’ente che ha più largamente contribuito, in termini di documenti depositati, alla costruzione di questo Archivio nell’Artico.

Infinity,  servizio di video streaming online on demand edito da Mediaset, ha scelto di depositare uno dei film più iconici del cinema italiano: Mediterraneo, diretto da Gabriele Salvatores, vincitore del premio Oscar come Miglior Fim Straniero nel 1991. Dopo il restauro del film, Infinity ha deciso di conservarlo nell’Arctic World Archive come migliore esempio del patrimonio cinematografico italiano da preservare per le prossime generazioni.

Sempre nel settore dell’audiovisivo, anche Variety Communications, distributore cinematografico di una delle più vaste library del patrimonio cinematogafico italiano, ha deciso di depositare il capolavoro Ladri di biciclette (Bicycle Thieves), diretto da Vittorio De Sica nel 1949, considerato dai critici tra i più grandi film di tutti i tempi ed è proprio per questo importante valore che è stato scelto come significativo esempio della grande eredità lasciata dal cinema italiano.

Questi tesori iconografici si vanno ad aggiungere a quelli già presenti nell’Archivio, tra cui l’Urlo di Edvard Munch, alcuni documenti degli archivi nazionali del Brasile e del Messico, ed esempi di arte contemporanea.

Conservati con la unica tecnologia Piql, nelle condizioni ideali dell’Artico, i dati potranno durare per secoli, senza necessità di energia elettrica. Questo tipo di tecnologia, indipendente e autosufficiente, garantisce non solo che nessun dato verrà perduto, ma che sarà accessibile in qualsiasi momento nel futuro. Se la tecnologia per la lettura dei dati non sarà più disponibile, questi potranno essere comunque estratti manualmente con una videocamera, una fonte di luce ed un computer.

La tecnologia usata è in grado di sopportare un’esposizione elettromagnetica estrema e ha superato numerosi test di longevità.

‘L’Arctic World Archive è davvero il luogo più sicuro al mondo dove conservare dati di alto valore e noi siamo entusiasti di poter aggiungere questi nuovi dati nel nostro deposito della memoria del mondo’, ha aggiunto Rune Bjerkestrand, Managing Director di Piql.

‘La mission e l’ambizione di Piql è quella di rappresentare l’eccellenza nella conservazione dei dati digitali, garantendo così alle future generazioni di poter fruire dei capolavori della nostra cultura e delle conoscenze acquisite in millenni di storia e civiltà’ ha dichiarato Maurizio Tuccio, Ceo & Business Development Manager di Piql Italia, che ha sede a Roma. ‘ Ladri di Biciclette e Mediterraneo, in quest’ottica, rappresentano uno spaccato della cultura italiana, seppur collegati agli eventi tristi della storia europea del passato. Ma insieme a questi capolavori del cinema, stiamo conservando anche manoscritti antichissimi della Biblioteca Apostolica Vaticana e della Biblioteca dell’Università di Pisa, nonchè testimonianze della scienza moderna rappresentate dai dati dell’ ESA (Agenzia Spaziale Europea) e quelli del Museo Nazionale della Comunicazione che ha scelto di contribuire fornendo a Piql prezioso materiale dell’attività scientifica di Guglielmo Marconi.

‘Siamo orgogliosi che la tecnologia Piql, unica e innovativa, venga scelta come la soluzione ideale e sicura di preservazione a lungo termine da tali prestigiosi depositari di documenti di valore incalcolabile’ – ha concluso Maurizio Tuccio – ‘perchè questi ultimi, conservati in formato digitale, non saranno mai soggetti alla temuta perdita dei dati digitali profetizzata già anni fa da Vint Cerf, il quale – per primo – ha lanciato l’allarme di un concreto rischio in un futuro prossimo di “desertificazione digitale’.